5 maggio 2017

Restauro complesso campanario chiesa parrocchiale Castenedolo

Relazione tecnica

Campane

Il concerto di cinque campane di Castenedolo è stato fuso, come da iscrizioni evidenziate in rilievo sulle campane, dalla fonderia Giorgio Pruneri di Grosio nel 1864.

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Il concerto originario di cinque campane del 1864 ha subito la rifusione della prima campana, sempre ad opera della fonderia Pruneri, nel 1895.
Il concerto non ha subito, come in molte altre cittadine, la fusione per fini bellici delle due campane maggiori durante l’ultimo conflitto mondiale.
Siamo quindi in presenza di un concerto prezioso , opera di un valido fonditore dell’800 quale era Giorgio Pruneri dell’omonima fonderia operante in Grosio Valtellina fino agli anni 50 del ‘900.

Le campane hanno le seguenti caratteristiche tecniche:

Campana Diametro (mm) Peso (kg) circa Nota*
1 1470 1800 DO (3)
2 1308 1255 RE (3)
3 1160 885 MI (3)
4 1080 740 FA (3)
5 960 530 SOL (3)

*Nota di battuta o nominale con riferimento LA (3) a 435 Hz.

Nell’esistente archivio storico delle fusioni effettuate dalla fonderia Pruneri viene riportato con esattezza il peso totale dell’originale concerto di cinque campane:  5.264 Kg .
Il singolo campanone rifuso nel 1895 riporta un peso di 1800 Kg. I pesi delle altre campane sono approssimati e ricavati da tabelle.
Acusticamente il concerto è in DO calante e non risulta perfettamente intonato, nel dettaglio la 1^ e la 3^ campana risultano eccessivamente calanti rispetto alle altre.

 

Stato di conservazione delle campane

Le campane hanno subito nel corso degli anni l’infossatura nei due punti d’impatto con il battaglio in maniera evidente.
Il controllo del consumo delle campane nell’attuale punto battuta dei battagli evidenzia la necessità di procedere ad una giratura delle stesse.
Per preservare correttamente le campane (evitando così la possibile origine di cricche che ne compromettano definitivamente l’integrità) è necessaria una nuova inceppatura con giratura di  60° delle campane con conseguenti nuovi punti d’impatto con i battagli.
Le campane  4^ e 5^ sono già state girate di 60° mentre le tre campane maggiori lavorano ancora nel punto d’impatto originale.
Va inoltre evidenziato che alcuni battagli sono stati posizionati in modo che la boccia di battimento impatti in posizione più alta del dovuto.
Questo espediente, se usato per evitare che non si insista nelle infossature, non risolve la situazione dell’usura creatasi e il battaglio, impattando in posizione non di massimo spessore, modifica la corretta resa acustica della campana.

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3^  4^

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Le maniglie in bronzo frontali interna ed esterna della 1^ campana hanno subito uno schianto alla metà della propria altezza ed in corrispondenza dell’ometto centrale della corona.
Per ovviare all’inconsistenza di sostegno sono stati praticati quattro fori sulla calotta ed applicati quattro tiranti per affrancare la campana al ceppo.
Questo tipo di intervento, con la mancanza della maniglia rotta, genera uno scorretto accoppiamento meccanico tra ceppo e campana mettendo a rischio l’integrità anche delle altre maniglie e quindi il sostegno della campana stessa.

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anche la 3^ campana ha subito lo schianto della maniglia frontale interna.

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La corretta sistemazione prevede la ricostruzione delle maniglie mancanti o rotte con maniglie d’acciaio opportunamente sagomate ed applicate agli esistenti fori in modo da risultare meccanicamente funzionali ( vedi esempi di ricostruzione nelle foto seguenti ).

    

 

Battagli

 I battagli, forgiati in ferro dolce, nella loro parte denominata boccia subiscono, a seguito dell’impatto sul labbro interno di maggior spessore della campana, uno schiacciamento.
Questo schiacciamento si incrementa lentamente fino a che il ferro nel punto d’impatto non si “incrudisce” diventando acciaioso e non più soggetto ad ulteriori deformazioni.
Da questo momento comincia il progressivo infossamento del labbro interno della campana.
I battagli delle tre campane maggiori sono stati recentemente smontati e rilegati ma la maniglia del battaglio della 1^campana non risulta correttamente allineata con la maniglia della campana (vedi foto).
La modalità di fissaggio delle legature di sicurezza anticaduta dei battagli delle campane 4^ e 5^ è inutilmente ingarbugliata e non corretta.
La contromaniglia della campana 4^ è fissata fuori asse con la conseguenza che il battaglio da un lato impatta alla corretta altezza di battuta mentre dall’altro lato in posizione più elevata e non idonea ( vedi foto 4^ campana alla sezione “stato di conservazione delle campane”).
In conseguenza della giratura delle campane è necessaria la sostituzione dei battagli delle tre campane maggiori perché l’applicazione delle contromaniglie necessita di lunghezze di battaglio differenti dalle attuali ed è consigliabile la sostituzione dei battagli per evitare operazioni di saldatura.

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Ceppi

 I ceppi, di tipo a contrappeso per il suono ambrosiano sono fusi in ghisa e sono stati realizzati dalla ditta Filippi di Chiari ( ad eccezione del ceppo della 3^ campana, simile agli altri ma di altra ditta ). Esternamente si presentano integri ed in buono stato, ma deve essere verificato che all’interno delle casse di contrappeso non contengano cemento il quale deve essere sostituito con idonee zavorre in acciaio. Unitamente all’apertura delle casse si sostituiranno i tiranti di chiusura di piastre e pomoli. La piastra di chiusura del ceppo della 3^ campana presenta una evidente formazione di scaglie di ruggine che devono essere rimosse.

Il ceppo della 2^ campana presenta montate esternamente delle zavorre applicate per aumentare la bilanciatura della campana ( rallentando l’oscillazione ), queste zavorre, oltre che essere anti estetiche, sono pericolose e devono essere rimosse.

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Ruote

Le ruote devono essere restaurate sostituendo l’attuale cerchione supplementare (non idoneo e perfettamente inutile) con un nuovo cerchione per l’alloggio delle catene di traino motore che sia centrato all’asse di rotazione dei perni. Il vecchio cerchione (che originariamente alloggiava la corda di traino manuale) deve essere ripristinato eliminando il piatto di ferro saldato al proprio interno per il montaggio delle catene. Tutta la bulloneria di giunzione ruota/ceppo deve essere sostituita e le zavorre posticce applicate sulle ruote per raddrizzare le campane in assenza del peso delle corde (cosa peraltro non ottenuta perché le campane nella posizione a riposo sono quasi tutte inclinate verso l’interno) deve essere eliminata.

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Isolatori e ferramenta di sostegno

 Gli isolatori in legno, posti e sagomati sia ai ceppi che alle maniglie delle campane si presentano in sufficiente stato di conservazione ma essendo le maniglie di sostegno in bronzo delle campane disposte perpendicolarmente è in ogni caso necessaria, considerando il lavoro di giratura che deve essere fatto alle campane, la loro sostituzione per consentire alle maniglie di adeguarsi agli incavi da creare sugli isolatori stessi.
La ferramenta di sostegno, formata da una serie di cavallotti e staffe forgiate e filettate deve essere sostituita in conseguenza delle diverse lunghezze di filetto che necessita l’accoppiamento ceppo/isolatore/campana.

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Supporti, perni e cuscinetti

 Gli attuali supporti delle campane sono in ghisa e dotati di labbro paracadute di sicurezza, risultano quindi di tipologia idonea.
Alcuni supporti delle campane sono montati troppo distanti dal ceppo rendendo inefficace il labbro paracadute di sicurezza nel caso di rottura del perno.
Tutti i supporti devono essere smontati, verificati nelle tolleranze di serraggio dei cuscinetti e nuovamente fissati alla castellatura tramite nuovi basamenti alla corretta distanza dal ceppo.
I perni di sostegno e rotolamento inseriti nei ceppi paino in buone condizioni ma, una volta smontate le campane, devono essere verificati e se presentassero gioco nella propria sede devono essere sostituiti. Tutti i cuscinetti a sfere devono essere verificati ed eventualmente sostituiti.

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Incastellatura o telaio di sospensione campane

L’attuale telaio metallico di sostegno campane è stato probabilmente realizzato alla fine dell’800 o nei primi decenni del ‘900. La castellatura alloggia tutte campane in corrispondenza delle quattro finestrature della cella campanaria.
Il telaio è solidale alla murature perimetrali ed il movimento delle campane, pur scaricando le spinte dinamiche su di esse, da un’analisi visiva non ha causato lesioni evidenti sulle parti murarie.
Gli elementi della castellatura sono ben uniti tra di loro e non si evidenziano rotture o cedimenti.
E’ necessaria una spazzolatura di morchie o ruggine che si evidenzia in alcuni punti con successivo generale trattamento di verniciatura a smalto di tutte le parti ferrose.

  

 

Impianto automazione ed accessori elettromeccanici

 L’attuale impianto elettroautomatico di gestione del movimento e del suono delle campane non è stato verificato nella sue funzionalità e sicurezze.

I percussori telebattenti di tutte le campane sono stati recentemente sostituiti e risultano idonei.

I motori, anche se vecchi, risultano funzionanti; se non sostituiti necessitano sicuramente di un’accurata revisione.

Le catene di traino non sono lubrificate e dovrebbero essere pulite dalle morchie di grasso vecchio, ne consigliamo la sostituzione.

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Corde e tastiera

 Non è più presente in cella campanaria l’originale tastiera manuale per il suono d’allegrezza con i relativi rinvii alle campane.
Dell’originale “gioco a festa” rimangono solamente alcuni rampini per il fermo delle ruote.
Le corde di azionamento manuale non sono più presenti ed alle ruote è impedito l’alloggio delle stesse (come spiegato alla voce “ruote”).
Sarà necessario procedere a reinstallare corde e tastiera, rispondendo al principio secondo cui un impianto campanario è fondamentalmente manuale, per cui il sistema di automazione è un ausilio che non avrebbe dovuto in alcun modo andare a intaccare, manomettere o compromettere l’esecuzione manuale del suono.

 

Febbraio 2017