Una domenica di Cultura – Visita alla chiesa di San Giovanni a Brescia

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Moretto e Romanino: due anime a confronto. Due uomini, due artisti. Sublimi certamente. Ma differenti, per chi sa guardare con attenzione nelle pieghe delle loro pennellate. Nel 1521 si apriva per loro il cantiere nel transetto a sinistra nella chiesa di San Giovanni Evangelista in Brescia; un cantiere che li vide impegnati e a confronto per tre anni. Il progetto fu terminato e le opere sono ancora lì, come nel Cinquecento.

Tramite la commissione Cultura della Parrocchia più di sessanta persone hanno potuto ammirare le opere all’interno di questa cappella, concentrazione altissima per valore teologico e artistico, a cominciare dalla tavola con la Deposizione di Cristo, opera di Bernardo Zenale, nella parete di fondo.

Il tema è unico, l’eucaristia, essendo questa la Cappella del Santo Sacramento. A destra stanno le opere del Moretto: nell’arcone i profeti, nella lunetta l’ultima Cena, sotto le due scene di Elia confortato dall’Angelo, e accanto la Raccolta della Manna, il tutto raccordato da due evangelisti Marco e Luca, riconoscibili per i simboli ai loro piedi.

A sinistra le opere di Romanino: nell’arcone i profeti (eseguiti con tale bellezza che nel passato si era pensato fossero anche questi opera di Moretto), nella lunetta La messa di san Gregorio, con il racconto del miracolo eucaristico, al centro le scene evangeliche della risurrezione di Lazzaro e della Cena in casa del Fariseo, e nei lati gli altri due evangelisti Matteo e Giovanni.

Educato, misurato, classico il Moretto. Quasi imperturbabile, tanto nel segno pittorico quanto nella sua fede (Moretto si confessava e si comunicava prima di molte sue opere), nonostante i tempi non sereni nella città di Brescia!

Libero, sanguigno, meno accademico il Romanino. Travolgente la sua pittura, che anche nei visitatori ha riscosso maggior “simpatia”: la fede è una questione di carne. Cristo è venuto a salvarci, si, ma con la sua carne…i personaggi dipinti da Romanino sono reali, brutti se in realtà brutti; non abbelliti perché non potrebbero mai essere più veri del vero.

Ci auguriamo che questa visita sia l’inizio di un percorso che porterà il gruppo che si è formato alla scoperta dei tesori di Arte & Fede che ci circondano, aprendosi a quante più persone possibile!

 

 

 

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